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mercoledì 11 maggio 2016

Come i colori influenzano gli Acquisti



I colori ci influenzano molto di più di quello che crediamo, possono essere dei potenti alleati, basta saperli utilizzare con intelligenza, visto che orientano in maniera considerevole i nostri acquisti.

Basti pensare che per il 93% delle persone l'aspetto visivo è il fattore determinante quando si trovano di fronte a prodotti simili. Ovviamente non lo ammetteranno mai, ma i moderni test parlano chiaro.

I colori ci orientano e ci semplificano le scelte, con il loro aiuto prendere una decisione è molto più facile. Pensiamo infatti a prodotti per maschi e per femmine, dovremmo scrivere a chi è rivolto, sulla confezione, ma lo leggerebbero tutti? Forse la maggior parte delle persone non se ne accorgerebbe.
Ma basta metterci un tocco di azzurro o di rosa, ed è tutto più chiaro.

Ma i colori ci dicono se un prodotto è per le nostre tasche oppure no, se è un prodotto tradizionale oppure no, se utilizza particolari materiali (per esempio è eco o bio) oppure altri.
Sicuramente ci influenzano anche altri fattori, per esempio il passaparola è uno strumento potentissimo, mentre nel web il 42% dei navigatori basano la propria opinione di un sito solo guardando il suo design e il 52% dei navigatori abbandona un sito, per non farvi più ritorno, proprio a causa dell’aspetto globale.

Per esempio negli ecommerce diventa importantissimo non utilizzare colori che appesantiscano l'esperienza degli utenti, ma che ci facciano distinguere i prodotti in maniera chiara (soprattutto se sono molti).


I colori giusti

Non esistono colori giusti e sbagliati. Dipenda tutto dal contesto, dal tipo di prodotto, dal tipo di target che vogliamo acchiappare, ma soprattutto dai concetti e valori che voliamo trasmettere a chi ci vedrà.

Il mondo dei colori è veramente vasto, una piccola sfumatura potrebbe essere la nostra arma vincente o al contrario potrebbe rovinarci. In nostro aiuto arrivano alcuni strumenti, come Color scheme designer, che permette di verificare i vari abbinamenti

Gli abbinamenti cromatici sono la cosa che ci colpisce per primo, ci fa capire dove siamo e se ci troviamo nel posto giusto. Dobbiamo quindi evitare alcuni accostamenti, vediamo quali:

Blu e Marrone
Rosso e blu
Verde e Rosso
Rosa (in tutte le sfumaturre, dal pastello al viola) e verde
Rosa (in tutte le scale) e marrone
Blu e verde

Viceversa, alcuni abbinamenti di colore adatti e di successo sono :
Rosso e bianco
Rosa e nero
Blu e arancione
Marrone e beige
Marrone e oro
Viola e argento
Grigio e verde

Ovviamente i colori non sono universali (ne parlo qui: Brand e Colori: L'uso dei colori), paesi e culture diverse vedono i colori in maniera diversa. Pensate che solo la lingua incide per un 50% nel significato di un colore.


I Colori nel Mercato Occidentale

Giallo: è il colore dell'ottimismo e della giovinezza. Nel senso che attira i giovani, infatti questo colore perde di appeal pian piano che cresciamo. Il giallo è molto utile se vogliamo attirare l'attenzione, è un colore che spezza molto la monotonia quotidiana, proprio perché utilizzato molto poco.

Rosso: usare il rosso è un acceleratore, più è forte la gradazione è più si spinge su un certo significato. Ricordate che in ogni sua accezione non ha mezzi termini, tanto che è capace di aumentare la frequenza cardiaca. Il rosso è energia, urgenza, rappresenta l'estremo, è il più colore dei colori.

Blu: Crea sensazioni di fiducia e sicurezza, per questo è molto utilizzato nei loghi aziendali che vogliono trasmettere stabilità (assicurazioni per esempio).

Arancio; è un colore molto vivace e aggressivo, potente strumento per le call-to-action: compra, iscriviti, prova, clicca qui, ecc.

Rosa: è utilizzato come colore per le donne e le ragazze in particolare. Richiama quindi il mondo femminile ma con una accezione di giovinezza.

Nero: Potenza ed eleganza, ma anche tristezza e vuoto. Usatelo con cautela a seconda del contesto. Per il mercato è sinonimo di lusso.


Tools
Per capire come puoi abbinare i colori dei tupi progetti ti consiglio Paletton.

Per un approfondimento completo sull'argomento vi segnalo il sito colormatters.com, veramente pieno di contenuti e sempre aggiornato con le ultimissime ricerche.

Un altro sito molto interessante per capire come utilizzare i colori e poterli abbinare efficacemente è www.avangate.com, in particolare questo link.

mercoledì 20 aprile 2016

Brand e Colori: Viola, Arancione, Rosa e Marrone


I colori influenzano le nostre azioni e persino le nostre emozioni, e quindi di conseguenza, le nostre emozioni.

Quanto?

La società più diventa complessa e più complesse diventano i modi di descriverla, le parole da usare, i simboli che la rappresentano e i colori che la raccontano.

Ora vi parlerò dei semi-colori: il viola, l'arancione, il rosa, il marrone ed il grigio.

Tolto l'ultimo che ha una storia particolare, gli altri vengono nominati a partire da oggetti del mondo vegetale: la violetta, l'arancia, la rosa, la castagna.

Andiamo a vederli insieme.


Il Viola
Il viola nasce quando c'è bisogno di una variazione del nero, per questo indica un semi-lutto, di una fine che sta per giungere, ma non ancora giunta. E' cosi divenuto il colore della vecchiaia, in particolare quella femminile, è divenuto il colore liturgico per eccellenza, utilizzato in particolare dai vescovi.

E' uno dei colori meno amati, relegato al massimo al mondo femminile, ma raramente apprezzato, a parte per brevi periodi, in cui la moda lo ha reso, con tanto sforzo e per poche stagioni, abbastanza piacevole.


L'Arancione
Questo è un colore dalla storia molto particolare. E' uno dei primi ad essere conosciuto, per via del frutto da cui prende nome, ma è relativamente recente per via della lunga interdizione biblica verso ogni forma di mescolanza.

Quindi invece di produrlo facilmente unendo rosso e giallo, si è cercato ogni alternativa possibile, dallo zafferano a certi tipi di legno detti "del Brasile".

L'arancione subisce poi un trasferimento simbolico di molte valenze positive dell'oro: è quindi il colore della giovinezza, del calore, del sole, della gioia e tonicità, della salute.

Per come riesce a trasmettere positività, energia e giovinezza (inteso come qualcosa di nuovo, di adatto a chi si sente giovane), è usato per molte confezioni di medicinali, ma molto meno per i vestiti.


Il Rosa
E' uno dei colori più amati,  ma i significati che gli attribuiamo oggi gli sono stati attribuiti nel Romanticismo. In passato è stato anche un colore maschile.

Rappresenta oggi la tenerezza, la femminilità, la dolcezza, ma più in profondità, la felicità. Infatti nel nostro immaginario una vita rosea, è una vita priva di difficoltà e tristezza.


Il Marrone
E' uno dei colori più detestati in ogni sondaggio per via del rimando agli escrementi, la sporcizia, la povertà, la violenza. Quest'ultima valenza è forse adesso meno forte, prima era dovuta alle uniformi dei militari. Nacque infatti con le divise delle uniformi tedesche delle Sturmbteilung.

Il suo significato è quindi anche di umile, al di sotto dello standard, ecc. Solo accostato alle vesti monastiche segna povertà e umiltà, nel loro senso positivo, per il resto ha solo significati negativi.

Oggi vive una nuova giovinezza, soprattutto nel web, nel mondo del food e del homemade.


Il Grigio
Il grigio, come il nero, ha una duplice vita: è il colore della tristezza, della malinconia, della noia (una vita grigia), della vecchiaia, ecc,

Con quest' ultimo significato però, può evocare saggezza, esperienza, conoscenza, intelligenza (materia grigia).

Quindi, da una parte ha un valore negativo, dall'altra positivo, ma è anche un colore a metà del nero, o meglio del quasi nero, ma anche del quasi bianco, da cui l'idea del colore medio, senza eccessi, discreto.

Brand e Colori: Giallo e Nero


Siamo arrivati quasi alla fine del nostro viaggio nei colori. Ora analizziamo il giallo ed il nero, colori particolari, poco sfruttati, ma dalle alte potenzialità.


Il Giallo
Nell'antichità il giallo era un colore molto apprezzato, utilizzato dai romani nelle cerimonie e nei matrimoni, valorizzato in Asia e in America del sud e colore dell'imperatore in Cina.

Oggi in Occidente è molto meno stimato e nei sondaggi viene sempre dopo blu, verde, rosso, bianco e nero.

Questo calo dell'apprezzamento del giallo a origine nel medioevo, quando tale colore, si divide in due, cedendo al dorato tutte le connotazioni positive, come la brillantezza, solarità, ricchezza, divinità, luce, vita, energia, gioia, potenza, supremazia, nobiltà, eccetera, e conservando quelle negative, come la peste, cirrosi, l'autunno eccetera.

Nella Tradizione popolare il giallo diventa il colore della menzogna, del tradimento, tanto che si dipingeva di giallo la casa di falsari, la veste di giuda per molto tempo è stata dipinta di questo colore.

Con il nazismo, il giallo diventa il simbolo degli ebrei, e per quanto tutti sappiamo quale sopruso sia stato fatto a tale popolo, il rimando culturale è comunque forte e radicato.

Possiamo non rendercene conto di come gli eventi influenzino i nostri gusti ma è sotto gli occhi di tutti di come il giallo sia uno dei colori meno usati in assoluto.

E' di solito considerato un colore per bambini, nei manuali o nelle palette cromatiche è sempre presentato alla fine, pensiamo inoltre al design, alle automobili, all'arredo della casa, dove tutt'oggi è uno dei colori meno usati, oppure ai vestiti dove è considerato ridicolo.


Il Nero
E' uno dei colori più complessi poiché presenta molte valenze opposte. Si va dal lutto all'eleganza, dalla disforia all'euforia, dalla tristezza e depressione a colore quasi neutro, e quindi senza valori, per quanto usato in alcuni ambiti, come i vestiti, di cui diventa un colore che sta bene con tutto (ovviamente tolto il lusso).

Nell'antichità il nero veniva distinto in due colori differenti, il nero brillante, detto niger, e nel nero matto, detto ater.

Per le culture orientali è il bianco il colore del lutto, poiché il defunto sale in cielo, mentre per le culture occidentali il nero rappresenta la morte, per il concetto che il morto scende nelle profondità della terra, nell'oscurità, nell'inferno.

Cosi si crea anche un rimando al mistero, al peccato e al proibito.

D'altra parte è il colore della temperanza, dell'umiltà e dell'austerità, da qui i colori dei giudici, degli arbitri, delle macchine dei capi di stato.

In ogni caso il nero è considerato un non colore, più precisamente, assenza di colore, Insieme al bianco forma una tinta fissa, il bianco e nero, tipica della moda, di tutti i mezzi stampa e, soprattutto, del cinema, dove rappresenta il contrario del colorato.

Il bianco e nero è un'invenzione molto recente, nasce con la stampa, si afferma poi con la fotografia, il cinema e la TV. Questo accostamento ha una serie di "opposizioni semantiche" che dobbiamo approfondire:

                                 B/N                                                              Colore

                        Non colore                                                         Colorato
                       Quotidianità                                                        Straordinarietà
                       Realismo                                                             Fantasia
                       Rifore/Austerità                                                  Leggerezza/Frivolezza
                       Importanza                                                          Futilità
                       Scientifico                                                           Artistico
                       Privo/Vuoto                                                        Ricco/Colmo/Variegato




Per finire possiamo dire che il giallo nel quadrato semiotico (tema trattato qui), è un colore né continuo, né discontinuo, quindi neutro.

Il nero è molto più complesso, è il colore più forte che ci sia, traccia un confine netto, è pura piattezza ma anche estrema pienezza. Per questa valenza ambivalente, per le tutte le accezioni opposte che rappresenta, è un colore dalla duplice vita e dunque ha i tratti del colore continuo, ma anche di quello discontinuo: continuo + discontinuo.

Puoi approfondire il significato dei colori nei post: Brand e Colori, Brand e Colori: Blu e Rosso,  Brand e Colori: Verde e Bianco,  Brand e Colori: L'uso dei Colori.

sabato 2 aprile 2016

Brand e Colori: L'uso dei Colori



Grazie a quello che abbiamo scoperto sui colori nei post Brand e Colori, Brand e Colori: Blu e Rosso e Brand e Colori: Verde e Bianco e grazie all'indagine storica, possiamo descrivere una certa relazione tra i quattro colori base.

Possiamo così sintetizzare i modi in cui la cultura occidentale ha usato alcuni colori per parlare di se, per costruire le proprie simbologie, delle proprie divisioni, delle proprie idee, delle sue preferenze, dei suoi desideri e dei suoi timori. 

Questo schema non vuole descrivere nulla di universale, ma è solo una base su cui riflettere e che possiamo utilizzare a seconda dei contesti e delle situazioni.


Ecco una breve leggenda:
  • il bianco è la tinta unita per eccellenza, segno di uniformità, purezza, "continuità" (percettiva e cognitiva).
  • il rosso è l'opposto, è il colore dei colori, tende a spiccare, distinguersi, produce "discontinuità" (proprio perché si distingue).


Gli altri due colori si aggiungono a quest'opposizione di base.


  • il blu è il colore meno colore che ci sia, è il più usato perché tranquillizza, rasserena, ci dice ciò che vogliamo sentirci dire, dunque è un colore che media quella discontinuità che il rosso tende a produrre. È quindi un segno di "non discontinuità".
  • anche il verde è una specie di non colore, ma in senso inverso al blu. È una tinta instabile, che tende a variare, a dare l'idea dell'incertezza. Nega quindi quel senso di continuità che il bianco produce. Esso assume dunque il significato di una "non continuità".

Quindi abbiamo capito che in contesti diversi, i colori hanno significati diversi e quindi non hanno senso quelle tabelle che elencano il significato dei colori. Perché questo significato cambia in base all'oggetto di discussione, in base a cosa vogliamo sottolineare e, soprattutto, cambia in base ai colori che sono in relazione.

Berlin e Kay, nel 1969, fecero degli studi sulle lingue e i colori, scoprendo che esistono 11 termini fondamentali su i colori, a cui tutti gli altri possono essere ricondotti. Questi temini sono fortemente legati ai modi di percepire, ai vincoli biologici e fisiologici della mente umana.

Ciò significa che, a causa del funzionamento dell'apparato percettivo umano, la luminosità si coglie sempre prima della tinta. Quindi tutte le lingue hanno due termini per indicare il bianco e il nero, poi, mano a mano, che la società diventa più complessa, anche i termini sui colori si arricchiscono.

Quindi il terzo termine ad apparire è sempre il rosso, il quarto è il giallo o il verde (dipende dal contesto in questo caso) e cosi via fino a formare gli undici termini base, da cui si formano tutti gli altri.


  1. bianco e nero
  2. rosso
  3. verde/giallo
  4. blu
  5. marrone
  6. verde/giallo; arancione; grigio

giovedì 31 marzo 2016

Brand e Colori: Verde e Bianco


Dopo aver analizzato il Blu e il Rosso in Brand e Colori: Blu e Rosso cerchiamo di capire di quali significati sono portatoti il Verde e Bianco.

Oggi il Verde ha un momento di gloria, soprattutto perché designa naturalità, ambiente ed ecologia, pulizia, igiene e sanità, permissività. È un fenomeno assolutamente recente e tra l'altro, relativamente casuale rispetto alla sua storia antica e pre-moderna.

Il verde infatti è stato inteso come un colore poco caratterizzante, instabile e volatile. Infatti i coloranti vegetali, per quanto facile da maneggiare, tendevano a trasformarsi nel tempo, diventavano slavati, perdevano facilmente vivacità, quelli chimici, invece, con il passare del tempo divenivano corrosivi e velenosi.

Così, esso è divenuto presto il colore del veleno e, più in generale, data la sua provvisorietà materiale, simbolo dell'instabilità e dell'incertezza, rappresentando tutto ciò che varia, cambia e quindi inganna.

Diviene quindi il colore del gioco, dunque del caso e del destino, dell'indeterminatezza e delle possibilità. Erano verdi i vestiti del buffone di corte e dei cacciatori, dei cavalieri durante i tornei, a cui si devono il verde dei campi sportivi, come di tutti i tavoli da gioco, da quelli di ping-pong a quelli del poker e dei casinò.

Proprio dal gioco d'azzardo, e quindi dal caso e dalle infinite possibilità, deriva la speranza, ma anche la cattiva sorte. Verdi sono gli alieni della prima fantascienza, perché esseri indecifrabili e sconosciuti.
Per molto tempo è stato tolto dai colori primari, per poi essere reinterpretato come complementare del rosso. È così che ha assunto significati opposti, e se rosso indica interdizione, il verde esprime permissività.

Con il Romanticismo il verde assume il ruolo di simbolo della natura, che in quel momento era simboleggiata con le tinte dei celebri quattro elementi detti "aristotelici" (rosso fuoco, bianco aria, nero terra, blu acqua).

Curioso il caso del mare, che prima del romanticismo, era indicato proprio con il colore verde, perché simbolo dell'ignoto e della pericolosità, ma anche delle possibilità e della speranza, che proprio i rigogliosi commerci marini avevano tanto portato a tante popolazioni, aprendo proprio un mondo di chance.

Oggi il verde è il più igienico di colori (si vedano ad esempio la croce verde delle farmacie e il camice verde dei medici), rinvia alla libertà, alla gioventù, alla permissività, ora intesa anche come gratuità (numero verde). Non esiste partito politico che non inserisca questo colore nel proprio simbolo, tanto che alto è il rischio dell'inflazione e dunque della progressiva insignificanza.

Il bianco ha lo stesso problema del verde. Per molto tempo la fisica newtoniana ha sostenuto che il bianco non è un colore ma la somma di tutti i colori. Per questo, spesso il bianco è stato considerato come qualcosa di non colorato, ed ha in qualche modo mantenuto questo significato attraverso le tecnologie tipografiche e dell'informatica, che con carta bianca e con sfondo bianco indicano lo sfondo dei loro supporti. Uno sfondo neutro quindi.

Sembra che il bianco sia l'unico colore che può vantare  un simbolismo universale o comunque resistente nel tempo. Denota purezza e innocenza, per questo il vestito della sposa diviene bianco (tra l'altro un uso recentissimo, XVIII secolo, messo in mostra da quando la verginità della sposa è divenuta un valore sociale, non solo richiesto ma anche esibito), bianchi dovevano essere tutti i tessuti che toccavano il corpo (in questo caso nel suo significato risiede anche un valore di uso pratico, cioè la resistenza ai frequenti lavaggi), che solo in epoca recente è stato superato, prima dai colori tenui (azzurro, rosa), fino a infrangere questo tabù con tinte forti.

Tuttavia, anche il bianco ha delle particolarità culturali nei diversi continenti. in Asia e in gran parte dell'Africa il bianco è il colore del lutto, che per noi è il nero.


Alcune Curiosità
Nelle società Orientali, come lo era da noi fino a poco più di un secolo fa, la bianchezza della pelle è un valore molto importante. Il significato è del tutto simile, tenuto in alta considerazione dai nobili e dei membri dell'alta società, tanto da cospargersi il viso di ciprie (lasciando emergere le vene, a volte ricalcandole con la matita blu, il sangue blu si doveva vedere) era simbolo del lavoro. Infatti abbronzati erano i contadini che lavoravano la terra, quindi di denotava tutti coloro che facevano lavori umili o che più in generale, lavoravano.

Solo in epoca borghese l'abbronzatura è divenuta un valore sociale positivo (ci si poteva permettere le vacanze) in contrasto con gli operai pallidi delle città industriali.

Continuerò il discorso sui colori al più presto.


Brand e Colori: Blu e Rosso



Abbiamo visto come il carattere universale attribuito al significato dei colori, sia in realtà una convenzione storica e culturale nel post Brand e Colori.

In linea di principio non c'è alcuna ragione per cui un certo colore abbia un certo significato, ma allo stesso modo è sotto gli occhi di tutti che esista qualcosa di "naturale", di "razionale" nel significato che diamo ai colori. E' talmente radicato nelle nostre abitudini percettive e cognitive che lo diamo per scontato.

Il senso dei colori cambia non solo da epoca a epoca, ma anche da paese a paese, da cultura a cultura.
Così il significato del bianco e del nero è opposto in Occidente e in Oriente, il lutto da noi è scuro, in Asia bianco.


Blu e Rosso
Non solo i colori non hanno valori stabili, ma spesso hanno assunto nel corso del tempo significati opposti. Un esempio tra tutti e quello del Blu e del Rosso.

Oggi il Blu è il colore dell'eleganza, sobrio, raffinato, ufficiale. Ma non è stato sempre così, nell'antichità, anche a causa delle difficoltà nel riprodurlo, non era neanche considerato un colore vero e proprio. Lo status di colore era dato unicamente al Bianco, al Nero e al Rosso, a quel tempo considerato il più bello di tutti i colori (probabilmente anche per la facilità di reperirlo, persino i primi graffiti rupestri sono di colore rosso).

Per i Romani il blu era il colore dei barbari, dell'ignoranza, dello stato selvaggio e una donna con gli occhi azzurri era considerata una bugiarda, di facili costumi, mentre un uomo con gli occhi azzurri era considerato semplicemente ridicolo.

Ma le epoche cambiano e cosi i movimenti sociali, che nel medioevo vedono l'ascesa del culto mariano. Così il blu diviene il colore del cielo e, della tinta del manto della Madonna (che sino a quel momento era sempre stato grigio o nero).

Il punto centrale è capire che il blu non si sviluppa perché si inventano le tecniche per riprodurlo, ma le tecniche si sviluppano perché c'è interesse sociale verso quel colore. E allora piante che fino a quel momento non erano di alcun valore divengono richiestissime e interi campi convertiti in molte arie dell'Europa. Ricordo solo la fortuna che ebbe l'albero del cucco (da cui si reperiva il Blu) su cui s'inventarono storie fantastiche e folcloristiche, tanto che il relativo paese di Cuccagna è associato alla felicità.

Quindi se il Rosso era considerato il colore più bello, con l'ascesa del blu, esso diviene il colore del diavolo e con la riforma protestante viene associato a tutto ciò che è peccaminoso. Il Rosso era infatti usato da Papi e cardinali (che lo avevano ereditato da Roma), e il protestantesimo voleva allontanarsi da tutto ciò che rappresentava la Chiesa di Roma. Così il blu, insieme al grigio e al nero, inizierà a designare la sobrietà, il rigore, la moderazione, e verrà usato a poco a poco come colore ufficiale dell'abito maschile, cosa ancora oggi in uso.

Il blu è il colore più usato da istituzioni (ONU, consiglio d'Europa, Unesco, eccetera), nonché il colore più usato dalle aziende che vogliono, le serietà e tradizione (pensiamo al "big blue" della IBM). Oggi il blu e il colore preferito in tutti i sondaggi occidentali, al contrario del Giappone, dove è il rosso, in Cina e in India, dove è il giallo, e per finire nei paesi islamici, dove è il verde.

Così il blu e il rosso fanno parte dello stesso sistema cromatico perché significano cose opposte per i medesimi motivi. Il blu è segno di sobrietà e serietà perché poco luminoso, poco colorato (nel senso di appariscenza), al contrario del rosso che è segno di sregolatezza, potenza, passione proprio perché, al contrario del blu, è comunemente percepito come il colore più colore di tutti gli altri.

Come abbiamo visto con la Controriforma e il Protestantesimo, il rosso viene relegato a tinta del demonio, dell'inferno (anche la storia dell'inferno è molto particolare, visto che prima veniva visto come luogo freddo e buio, luogo di solitudine. Prima o poi ne parlerò) e associato al sesso femminile, per definizione dannato.

Così se nel medioevo le donne erano vestite di blu (come il culto mariano) e gli uomini rossi (come i grandi capi), oggi è il contrario, gli uomini in blu e le donne in rosso. Gli stessi colori desaturati vengono usati anche per i bambini: i maschietti in azzurro, le femminucce in rosa.

Il rosso è ancora un forte simbolo ambivalente, è il colore dell'amore, della passione, ma anche del sangue e dell'orrore. La sposa per lungo tempo è stata vestita in rosso, ma lo sono state anche le prostitute (per le lanterne rosse nelle case chiuse).
Ed è proprio da qui, dal peccato, dal significato del divieto, dell'interdizione che il rosso diventa sia simbolo di proibito (la bandiera rossa è segno di divieto, così come il semaforo) ma anche della rivoluzione, perché trasgredendo le regole sociali, vogliono cambiarle e sostituite.

Quindi, oggi quando vediamo il rosso usato, per esempio, come colore della festa, del lusso (Ferrari) e dei teatri dell'opera, sappiamo che è un retaggio di antichi significati che rimangono come sopravvivenze fino ai giorni nostri.

Continua a scoprire il potere dei colori: Brand e Colori: Verde e Bianco


mercoledì 30 marzo 2016

Brand e Colori


Si dice che il mercato degli affari sia una guerra, che la competizione si faccia sempre più agguerrita e cosi ogni arma a disposizione viene affilata a dovere. Quindi anche il colore è divenuto oggetto di attenzione da parte degli esperti.
Ma cosa rappresenta il colore? Quale attrattiva hanno i colori per chi fa marketing?  E soprattutto, c'è una particolare strategia sui colori, possono influire su di noi?

Il colore è soprattutto un fenomeno legato alle forme della cultura, della conoscenza e agli ambienti in cui si manifesta. I colori ancorano un insieme di percezioni, di saperi condivisi, di gusti, di paure e desideri, di abitudini e convinzioni.

Sono come delle scorciatoie che in un baleno ci dicono qualcosa. Ma perché?

In pratica quando percepiamo i colori stiamo attribuendo valore alle cose, gli stiamo dando un certo significato. Questo significato cambia nei secoli, non solo per la sua funzione estetica, ma anche per quel sistema di segni che assumono sempre un ruolo sociale. In modo molto semplice i colori ci permettono di classificare le cose in base a certi significati.

Si ritiene che i colori siano legati alla sfera dell'inconscio, dell'impenetrabile, dell'irrazionale in ciascuno di noi, che il preferire un colore ad un altro denoti caratteristiche della personalità altrimenti incomprensibili.

I colori invece sono soprattutto legati ai modelli sociali, a codici culturali, che sono di certo spesso, inconsapevoli e arbitrari, ma di sicuro non per questo incoerenti o illogici. I colori sono fortemente legati a strutture profonde che oramai fanno parte di veri e propri automatismi inconsci.

Quindi i colori provocano di certo reazioni psicologiche o emotive, ma poiché queste reazioni sono simili in ognuno di noi, tale reazione non dipende esclusivamente dai colori, ma dal contesto in cui sono collocati.
Non ci sono simboli e codici sempre e comunque validi, poiché tutto dipende dai contesti sociali, storici, culturali, da rappresentazioni collettive e condivise, che ovviamente mutano continuamente.

Non c'è persona che si rallegri e si distenda nel reparto oncologico, nonostante i disegni ai muri per calmare i bambini, come non esiste abbinamento che può farci comprare qualcosa che non ci piace.


Se ci fate caso le motivazioni circa cosa i colori significherebbero sono spiegazioni date a posteriori, che poi assumono valenza culturale. 
Per esempio il porpora era nell'antichità il colore della ricchezza perché la conchiglia da cui veniva distillato era molto rara, anche il blu è stato per molto tempo difficilmente riproducibili in Occidente, per questo era centellinato nelle opere per gran parte del medioevo. 

Oppure come non citare il bianco "classico" simbolo di eleganza, potenza, raffinatezza, bellezza assoluta e perfetta. Errore neoclassico dovuto al bianco delle statue e delle costruzioni greche e romane (che ora sappiamo in verità sbiadite nel tempo).

Inoltre il punto di vista da cui si osserva un certo colore ne cambia drasticamente la natura e cosi molti dei significati che diamo per scontati e naturali, sono modelli costruiti e affermatesi sul mercato delle idee.
E' il caso di dire che non dobbiamo scambiare "la cultura per natura".

Entra qui in gioco la semiotica del colore, che si occupa non del colore in quanto tale, ma del modo in cui esso è portatore di significato. Qui entrano in gioco i Brand, che in questo modo cercano di utilizzare questi mediatori culturali nel modo più adatto, spesso come classificatori di genere.
E quindi troveremo il bianco utilizzato per i prodotti per la pulizia, il verde per l'igiene del bagno e cosi via.

Oggi i tanti stimoli a cui siamo sottoposti hanno innalzato ancor di più le nostre Barriere Selettive, riducendo la forza persuasiva e comunicativa, che a mio avviso limita oggi il colore a dover essere coerente con la marca e i suoi valori, ma nulla più.

Non esiste una strategia perfetta ed universale per utilizzare i colori o almeno non è stata ancora trovata, ma ciò non vuol dire che non possa essere escogitato un nuovo modo di utilizzarli, soprattutto con il continuo cambiamento della società.

Approfondisci con Brand e Colori: Blu e Rosso


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